TERRE E ROCCE DA SCAVO: Il Geologo è il professionista più qualificato a seguirne la gestione
A più di due anni di distanza dall’entrata in vigore del DPR 120/2017 ARPAV presenta il volume: “Metalli e metallodi nei suoli del Veneto - Definizione dei valori di fondo”, uno strumento fondamentale per l’inquadramento organico delle caratteristiche chimiche dei suoli nei territori in cui siamo chiamati ad operare.
Questa pubblicazione, che fa seguito ad altre prodotte dallo stesso Ente nel 2011 sullo stesso argomento c’è una importante novità; seguendo sempre rigore scientifico e documentazione accuratissima di metodi e risultati lo studio descrive il territorio regionale suddividendolo in unità fisiografiche e deposizionali.
Questo approccio non è solo formale ma di vera sostanza. In questo modo si legano in maniera diretta le caratteristiche chimiche del territorio alla sua storia geologica ed alle caratteristiche mineralogiche dei bacini di provenienza delle alluvioni.
Resistono fra i metalli da analizzare nei terreni anche casi in cui le maggiori concentrazioni (rispetto alle tabelle di riferimento del D.Lgs. 152/2006) sono attribuibili all’attività antropica: un esempio per tutti il Rame con forti concentrazioni dovute allo spargimento sui suoli agricoli di fitofarmaci, deiezioni zootecniche o prodotti fitosanitari utilizzati nei vigneti. Quindi l’analisi storico ambientale resta uno dei capisaldi per la caratterizzazione delle terre da scavo.
Nella pubblicazione ogni unità viene descritta nelle sue caratteristiche geochimiche sulla scorta di un numero molto ampio di analisi di riferimento, tenendo in buon conto il bacino di provenienza delle alluvioni e/o le caratteristiche geologico stratigrafiche. La geologia del sito è fondamentale per inquadrarlo dal punto di vista geochimico.
Il Geologo in questi casi può diventare il professionista più giusto per descrivere le condizioni ambientali e chimico fisiche ed interloquire con l’Ente preposto al controllo.
La semplice lettura dei risultati delle analisi sui campioni può risultare esaustiva quando tutti i valori rientrano nelle tabelle di riferimento stabilite per legge ed uguali su tutto il territorio nazionale.
Viceversa, quando si rilevano situazioni in cui i valori delle concentrazioni di alcuni elementi superano quelle delle CSC diviene necessaria una lettura che contestualizzi i risultati e li ponga nella giusta prospettiva in relazione alle caratteristiche geochimiche del sito in esame oltre che della sua storia.
In questo modo il professionista si pone come interlocutore attivo nei confronti dell’Ente di controllo, proponendo dove necessario, le soluzioni più rispettose della normativa vigente.